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PRS nella pratica clinica: dalla ricerca alla consulta medica

I Polygenic Risk Scores (PRS) non sono più uno strumento esclusivamente di ricerca—stanno diventando un reale complemento alla diagnosi clinica. Nel 2025, diverse linee guida cliniche europee e americane hanno iniziato a integrare i PRS nelle proprie raccomandazioni di screening. Cosa è cambiato?

Cos’è un PRS?

Un PRS aggrega l’effetto di migliaia o milioni di varianti genetiche, ciascuna con un piccolo effetto individuale, per stimare il rischio relativo di una persona per una determinata malattia. A differenza delle varianti monogeniche (come BRCA1 nel tumore al seno), un PRS non determina se si svilupperà una malattia: ne stima la probabilità.

Dalla ricerca alla pratica clinica: cosa è cambiato nel 2025

Malattie cardiovascolari

Dal 2024, la Società Europea di Cardiologia ha incluso il PRS cardiovascolare come fattore di rischio complementare nella valutazione dei pazienti a rischio intermedio (SCORE2). Nei pazienti con un PRS superiore al 90° percentile, il rischio cardiovascolare stimato viene riclassificato verso l’alto, il che può giustificare l’avvio di una terapia con statine.

Tumore al seno

Lo studio PERSPECTIVE I&I (pubblicato su JAMA Oncology, 2024) ha dimostrato che un PRS combinato con fattori clinici e densità mammografica predice il rischio di tumore al seno con maggiore accuratezza rispetto ai modelli classici (Tyrer-Cuzick, Gail). Diverse unità senologiche in Spagna stanno iniziando a sperimentare questo approccio.

Diabete di tipo 2

Gli studi della UK Biobank mostrano che un PRS per il diabete di tipo 2 superiore al 95° percentile conferisce un rischio equivalente ad avere un genitore diabetico. Combinato con l’HbA1c e l’età, migliora la previsione a 10 anni.

Limiti di cui essere consapevoli

I PRS non sono diagnostici. Un PRS elevato non significa che svilupperete la malattia. Un PRS basso non significa che siate protetti. Sono uno strumento di stratificazione del rischio, non di diagnosi.
  • Bias di popolazione: la maggior parte dei GWAS è stata condotta su popolazioni europee. La trasferibilità ad altre popolazioni è limitata, sebbene stia migliorando con studi come All of Us e H3Africa.
  • Contesto ambientale: i PRS non tengono conto dei fattori ambientali (dieta, attività fisica, fumo) che modulano il rischio effettivo.
  • Variabilità tra modelli: non tutti i PRS per la stessa malattia utilizzano le stesse varianti o gli stessi pesi. La scelta del modello è importante.

Come lavoriamo in OmicaLabs

La nostra pipeline PRS utilizza PLINK2 su dati di sequenziamento dell’intero genoma (non imputati da un chip SNP), con modelli validati dal PGS Catalog e normalizzazione rispetto a un pannello di riferimento di 2.500 genomi dal 1000 Genomes Project. Ogni punteggio è presentato con il relativo percentile di popolazione e un’interpretazione in linguaggio chiaro sia per il paziente che per il clinico.

Attualmente calcoliamo PRS per oltre 20 patologie, tra cui malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, tumore al seno, malattia di Alzheimer, malattia di Parkinson, fibrillazione atriale, tumore del colon-retto e asma, tra le altre.

Volete vedere come un PRS viene presentato in un referto reale? Consultate i nostri referti di esempio.

OmicaLabs